(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) la produzione di spermatozoi preservando la libido".
Su Plos One sono stati pubblicati invece i risultati positivi di un altro composto: Ep055. “Il composto toglie agli spermatozoi la capacità di nuotare, limitando così le possibilità di fertilizzazione", spiega l'autore a capo dello studio Michael O'Rand, ex professore di Biologia cellulare e fisiologia alla Chapel Hill School of Medicine dell'Università della Carolina del Nord e ora presidente/Ceo di Eppin Pharma, azienda che intende commercializzare il prodotto. "Questo rende Ep055 un candidato ideale per la contraccezione maschile non ormonale".
In fase di sperimentazione, 30 ore dopo un’infusione endovenosa ad alte dosi di Ep055 in un campione di macachi maschi, il team di O’Rand ha verificato l’assenza di motilità negli spermatozoi degli animali e nessun effetto collaterale.
"A 18 giorni dall'infusione, tutti i macachi hanno mostrato segni di completa 'guarigione', suggerendo che l'effetto di Ep055 è anche reversibile", assicurano gli esperti. Ora i ricercatori stanno preparando una formulazione del composto in pillola.
Un’altra ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism punta sugli effetti di una puntura. A testarne l'efficacia è uno studio multicentrico su 320 uomini fra i 18 e i 45 anni firmato da Philip Reyes Festin, che spiega: «I nostri risultati confermano l’efficacia di questo metodo contraccettivo precedentemente dimostrata in studi più piccoli».
Ora i ricercatori stanno cercando di perfezionare le dosi del cocktail ormonale alla base del contraccettivo, allo scopo di evitare i possibili effetti collaterali sull'umore.
I partecipanti, tutti con una relazione stabile da almeno un anno, hanno ricevuto due iniezioni ogni otto settimane di un cocktail di ormoni che riduce la concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale.
Lo studio si è protratto per oltre 4 anni, nel corso dei quali sono state registrate solo 4 gravidanze, un risultato che si traduce in un 95 per cento di efficacia. Una percentuale molto vicina a quella garantita dalla pillola che assumono le donne (quasi il 100 per cento), ma che lascia ancora spazio a gravidanze indesiderate. Gli scienziati lavoreranno anche per innalzare ancora di più l'efficacia del prodotto, che in ogni caso non pregiudica la fertilità, dal momento che una volta sospesa l'assunzione l'uomo è di nuovo in grado di fecondare la propria compagna.
Al momento, però, risulta problematica la gestione degli effetti collaterali: molti uomini hanno lamentato l'insorgenza di disturbi dell'umore, acne, dolori muscolari e aumento della libido.
Come detto, sono tante le ricerche che stanno tentando la via della contraccezione maschile.
Una sperimentazione della Texas University è stata recentemente pubblicata su Cell. Il farmaco realizzato dagli scienziati texani sembra privo di effetti collaterali e punta a rendere gli uomini solo temporaneamente sterili.
L'autrice della ricerca, la dott.ssa Qinglei Li, spiega: «Si tratta di una pillola basata su un composto chiamato JQ1 che funziona come un inibitore della produzione di sperma e della sua mobilità. Lavorando sui topi, abbiamo constatato che il composto influisce drasticamente sulla produzione di sperma e un'ulteriore buona notizia è che sembra sinora non riportare alcun effetto collaterale. Una volta che la somministrazione viene sospesa, i topi hanno ripreso la produzione normale di sperma ai tassi precedenti l'assunzione. La pillola, inoltre, non influenzerà in alcun modo la tenuta sessuale o la salute dei figli futuri».
In realtà, la molecola antispermatozoi era destinata alla realizzazione di una nuova terapia antitumorale, ma nel corso dei test si è poi scoperta la sua capacità di controllare la fertilità maschile.
Sono comunque tanti i tentativi di arrivare a una pillola anticoncezionale maschile. Da parte loro, un gruppo di ricercatori della Bar – Ilan University di Tel Aviv sta studiando l'impiego di una molecola che impedisce agli spermatozoi di fecondare gli ovuli femminili.
Mentre la pillola femminile si basa sull'incrocio fra estrogeno e progestinico che impedisce l'ovulazione, quella destinata agli uomini rinuncia a qualsiasi componente ormonale, ma si basa sul lavoro di una molecola che mette fuori gioco una proteina dello sperma fondamentale per la fecondazione. In questo modo, gli spermatozoi arriverebbero comunque nell'utero, ma alla fine del viaggio sarebbero neutralizzati, innocui.
I ricercatori israeliani hanno testato la molecola su topi da laboratorio, che sono diventati temporaneamente sterili. Il dott. Haim Breitbart commenta: «I topi si comportano normalmente. Mangiano, hanno rapporti sessuali e non mostrano alcun cambiamento comportamentale». Altre sperimentazioni in passato avevano portato alla messa a punto di prodotti funzionali ma ricchi di effetti collaterali, soprattutto dal punto di vista psicologico vista che la loro azione si basava sugli ormoni.
Alcuni andrologi hanno sollevato perplessità al riguardo, in particolare sul fatto che un'unica proteina possa essere determinante per l'intero processo relativo alla fecondazione. Un'esperta dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, Mariacristina Meriggiola, dichiara: «Innanzitutto i topi non sono un buon modello per la spermatogenesi umana e sicuramente dopo i topi sarà necessario un ulteriore passaggio su altri mammiferi (le scimmie) prima di passare alla sperimentazione sugli esseri umani. Inoltre bisognerà appurare che la proteina eliminata non sia coinvolta in altri ruoli importanti. In ogni caso, la contraccezione del futuro sarà sicuramente di questo tipo, sia dalla parte dell’uomo che dalla parte della donna, senza alcuna alterazione degli equilibri ormonali».
Secondo alcuni sondaggi su un possibile utilizzo del pillolo, la metà degli uomini italiani sarebbe disposto, almeno a parole, a farne uso. A sorpresa, più perplesse le donne.
Gli uomini si mostrerebbero favorevoli in parte per il desiderio di sollevare le donne dall'onere della contraccezione, in parte per la curiosità, oltre che per la comodità unita alla voglia di evitare interruzioni durante il rapporto o rinunce per mancanza di “protezioni”. Sta di fatto che un uomo su due pare disposto a provare il nuovo metodo contraccettivo.
Se lui attende il nuovo farmaco per fare l'amore con più libertà e tranquillità (39%), e avere un peso maggiore sulla pianificazione familiare (26%), le donne non vedono l'ora di “vendicarsi”. Una su due aspetta il “pillolo” perché così non «sarà più costretta a prendere la pillola». Gli italiani a letto preferiscono ancora il preservativo, promosso perché «comodo, pratico, sicuro e divertente», e usato dall'88% dei nostri connazionali almeno una volta nella vita. A sorpresa, sono le donne che esprimono maggiori titubanze nei confronti del nuovo metodo (il 35% non lo vuol far provare al proprio partner e il 22% vuole almeno aspettare), giustificando il “no” con la preferenza per altri metodi contraccettivi, soprattutto preservativo (30%) e pillola (18%). C'è, poi, il timore di effetti collaterali come impotenza o sterilità, che però spaventano più lei (24%) di lui (20%).
Le resistenze femminili sembrano avere anche una spiegazione psicologica. L'impressione degli addetti ai lavori è che la maggior libertà di scelta per l'uomo e la sua maggior responsabilizzazione venga vissuta dalla donna come «una limitazione della propria autonomia, una diminuzione di potere di controllo sulla fertilità della coppia, fino ad oggi appannaggio femminile».
Per lei, comunque, il pillolo è anche sinonimo di maggior indipendenza: sul fronte del sì il 48% non vede l'ora di liberarsi della pillola o di quella del giorno dopo, e il 28% si dice sicura che la novità renderà il rapporto più piacevole. All'aumento del rischio di malattie, infine, pensa il 10% delle donne e il 5% degli uomini che “bocciano” il pillolo.
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27/03/2019 Andrea Sperelli

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