Il nostro organismo ha un indicatore "interno" che predice il rischio di malattie cardiovascolari nei malati di rene costretti alla dialisi.
Si tratta della concentrazione di una molecola naturale - la dimetilarginina asimmetrica (Adma) - che in quantità elevate funge da segnale di allarme. Per questi pazienti, ricordano gli esperti, i disturbi cardiovascolari rappresentano una minaccia molto seria, se si pensa che - superati i 70 anni - la percentuale di mortalità risulta 5 volte superiore alla media e addirittura 500 volte più elevata nelle persone più giovani, tra i 25 e i 30 anni.
Il principale effetto del fattore-Adma sarebbe quello di impedire la coagulazione del sangue e la conseguente aterosclerosi, attraverso l'inibizione della produzione di ossido d'azoto. Lo studio, condotto in collaborazione con il Dipartimento di Farmacologia Clinica delle Università di Amburgo e ...
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