(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Alla fine del primo anno, è stato chiesto loro di rispondere alle domande di un questionario. I risultati parlano chiaro. Nelle case in cui era presente un animale domestico i bambini hanno mostrato una predisposizione alle infezioni del tratto respiratorio più bassa del 31 per cento rispetto agli altri, contraendo peraltro l'otite in misura molto inferiore (41 per cento in meno). Di conseguenza, i bambini hanno anche avuto minor necessità di seguire terapie antibiotiche.
“I nostri risultati danno corpo alla teoria secondo la quale, durante il primo anno di vita, i contatti tra bambini e animali sono importanti, perché possono generare una migliore resistenza alle malattie infettive respiratorie durante l'infanzia”, spiega Bergroth.
I ricercatori finlandesi hanno inoltre evidenziato che nel caso in cui l'animale trascorreva molto tempo fuori casa il rischio di infezioni per i bambini era ancora più basso. Lo scienziato nordico fornisce una possibile spiegazione: “è plausibile ipotizzare che se il cane è spesso fuori casa, si sporchi di più e, inevitabilmente rientrando, introduca nell’ambiente domestico più microbi che finiscono, in qualche modo, con lo stimolare il sistema immunitario del bambino”.
La tesi “animalista” è supportata peraltro da altre ricerche, che attribuiscono alla presenza degli animali in casa anche un effetto preventivo nei confronti delle allergie. Lo dice ad esempio uno studio pubblicato sulla rivista Clinical & Esxperimental Allergy da un team americano, secondo cui i bambini che entrano in contatto quotidianamente con un cane o un gatto – in particolare nei primi mesi di vita – risultano meno esposti al rischio di sviluppare in futuro forme allergiche.
Gli scienziati del Department of Public Health Sciences, all'interno dell'Henry Ford Hospital di Detroit, negli Stati Uniti, hanno esaminato 565 bambini dalla nascita ai 18 anni, raccogliendo informazioni sul loro stile di vita e campioni di sangue che sono serviti a misurare gli anticorpi agli allergeni, da cui dipendono le crisi allergiche.
Ne è risultato che il periodo più rischioso per lo sviluppo di un'allergia è il primo anno di vita, ma se i bambini hanno a che fare con un animale domestico il pericolo si dimezza rispetto ai bambini che vivono in una casa senza animali.
La dott.ssa Ganesa Wegienka, che ha coordinato la ricerca, aggiunge: “lo studio ha provato che l'esposizione durante i primi anni di vita a un animale domestico non mette i bambini a rischio di sensibilizzarsi a questi animali nel corso della vita”.
Leggi altre informazioni
06/12/2012 Andrea Sperelli

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante