(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) – per poter entrare nelle cellule del nostro polmone potrebbero doversi legare al recettore DPP-4 (che è presente anche nel nostro sistema respiratorio). I farmaci della classe dei DPP4-inibitori quindi si potrebbero opporre in via teorica all’ingresso del virus nelle nostre cellule.
Attualmente però questa possibilità è stata solo ipotizzata sulla base di dati generati in modelli animali e richiederà diversi studi meccanicistici per essere dimostrata. Nel frattempo potranno solo essere le valutazioni epidemiologiche già in corso in tutto il mondo nei pazienti affetti da diabete, che hanno contratto in queste settimane l’infezione da Covid-19, a sostenere o confutare l’ipotesi della possibile protezione associata all’uso dei DDP4-i, o meno”. “In caso di infezione da coronavirus – affermano il dottor Paolo Di Bartolo, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi AMD e il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia SID - importante è mantenere un adeguato controllo glicemico, intensificare i controlli della glicemia e se necessario anche dei chetoni nel sangue o nelle urine. Il passaggio da una terapia orale ad una terapia insulinica è opportuno in caso di ospedalizzazione”.
I dati epidemiologici disponibili ad oggi si limitano a suggerire che:
1) il diabete non aumenta il rischio di contrarre l’infezione da Covid-19;
2) una volta contratta, l’infezione sembrerebbe associarsi a rischi maggiori di complicanze rispetto alle persone che non hanno il diabete, confermando peraltro quello che già sappiamo in relazione ad altre infezioni più comuni a cui siamo abituati, come ad esempio quella influenzale, per la quale la vaccinazione non a caso è fortemente raccomandata nei pazienti con diabete.

“Nel caso in cui il paziente contragga l’infezione da COVID-19 – raccomanda il dottor Marco Gallo, SCU Endocrinologia Oncologica, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino–Molinette e componente Comitato Scientifico di AMD – è importante che contatti il medico curante e il suo centro diabetologico, soprattutto nel caso in cui non venga ricoverato in ospedale, ma rimanga presso il proprio domicilio perché affetto da una forma con sintomi lievi; il contatto con il diabetologo infatti, diventa necessario per ottimizzare la sua terapia anti-diabete, come accade anche quando si contrae una malattia infettiva intercorrente più comune”.
Dal punto di vista pratico al momento è fondamentale che i pazienti affetti da diabete seguano scrupolosamente le raccomandazioni igieniche e di distanza sociale, volte a minimizzare in rischio di contrarre l’infezione e che proseguano attentamente le raccomandazioni nutrizionali e le terapie farmacologiche in corso, in modo da ottenere e mantenere un buon controllo metabolico.

Leggi altre informazioni
07/04/2020 Andrea Sperelli

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante