(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) disagi al paziente, scongiurando al contempo l’allungamento di liste di attesa già abbastanza intasate e un aumento ulteriore dei costi sanitari.
3) Non favorire il ricorso a pratiche di medicina difensiva. I criteri di riferimento della condotta professionale devono essere improntati al rispetto dell’appropriatezza clinica e dell’evidenza scientifica.
4) Non redigere consulenze e perizie non aderenti ai criteri medico-
legali e incompleti nell'analisi tecnico-scientifica dei problemi clinici. La medicina legale deve basarsi esclusivamente su alti livelli qualitativi e su procedure oggettive, verificabili e ripetibili e non su valutazioni personali o basate soltanto sull’esperienza.
5) Il professionista medico-legale non deve indurre false aspettative nell’assistito. Strumentalizzazioni e distorsioni del dato clinico e tecnico-scientifico sono da evitare. Una consulenza non rispettosa dei dati reali è controproducente a livello processuale e stimola ancora di più il ricorso alla medicina difensiva per difendersi da improbabili richieste di risarcimento.

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31/05/2018 Andrea Sperelli

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