(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il controllo, sull’onda di una rabbia quasi animale. La conclusione è che il gran caldo e l’afa soffocante rendono il nostro corpo più debole e incline a gesti eclatanti, dato che il nostro cervello va in sofferenza da riserva energetica e la nostra mente si annebbia pericolosamente. A dimostrazione di tutto ciò interviene la statistica: con il clima temperato calano i suicidi, mentre con il caldo torrido aumentano i ricoveri nei centri di igiene mentale».
Per dimostrare questa escalation di violenza relazionata al caldo, l’Università di Berkeley ha realizzato uno studio pubblicato sull’autorevolissima rivista scientifica Science. I ricercatori hanno rivelato che esiste una correlazione tra i mutamenti delle temperature e l’aumento di aggressioni, stupri e omicidi. Gli scienziati statunitensi ipotizzano quindi che, in base alle attuali stime sui cambiamenti climatici futuri, il mondo è destinato a diventare un luogo più violento di quanto sia già attualmente. Si stima che un aumento di 2 gradi centigradi della temperatura globale potrebbe portare a un aumento di circa il 15% del tasso di criminalità e, in alcune aree del pianeta, di oltre il 50% degli scontri tra gruppi di individui.
Ma non tutti gli individui vivono questi cambiamenti climatici allo stesso modo: «Esistono soggetti che soffrono di SAD, ovvero di Seasonal Affective Disorder, che con l’afa tendono a stare meglio – continua Michele Cucchi –. I soggetti ansiosi però caricano in maniera eccessiva quelle sensazioni che temono, ovvero l’affanno e l’ansia provocati dal caldo esagerato, considerandole come una vera e propria catastrofe. Questi soggetti depressi vivono l’afa con angoscia e disperazione, come se fosse qualcosa d’inevitabile. Per di più chi soffre di queste problematiche fatica a dormire, e questo complica ancor di più le cose. Nelle persone con disturbi bipolari questi fattori sono le cause scatenanti di eventuali episodi di euforia maniacale: tecniche di rilassamento muscolare progressivo e mindfulness possono essere d’aiuto per chi soffre di questi problemi. Esistono però anche dei modi per difenderci: impariamo a bere spesso e molto, scegliamo indumenti leggeri, evitare tacchi o scarpe scomode, scegliamo indumenti chiari realizzati con stoffe traspiranti. Gli uomini dovrebbero rinunciare alla cravatta, che preme sul barocettore all’incrocio tra carotide e giugulare, aumentando la sensazione di disagio».

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13/07/2016 Arturo Bandini

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