“Se da un lato è aumentato il numero delle bambine condotte dal pediatra endocrinologo per la comparsa di segni di sviluppo puberale ritenuti precoci dai genitori, dall’altro è sicuramente ridotta la percentuale di pazienti per le quali viene intrapresa una terapia farmacologica”.
Lo racconta Alessandra Cassio, endocrinologa pediatra dell’Università di Bologna. “Oggi vi è un generale accordo sul fatto che non tutte le bambine con inizio anticipato di pubertà necessitano del trattamento e che il compito del pediatra è proprio quello di individuare, mediante la valutazione clinica, alcune indagini e, se necessario, un breve monitoraggio, le forme da trattare, evitando un inutile eccesso di prescrizione farmacologica”.
Insomma è necessario selezionare solo i casi governabili con il trattamento. Della stessa opinione è Lucia Ghizzoni, pediatra endocrinologa all’Università di Torino: ...
Italia Salute sempre con te
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante