(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) presso la Mount Sinai School of Medicine, ha ad oggi dimostrato che per ciò che riguarda i precedenti risultati disconfermanti l’efficacia del trattamento della malattia di Alzheimer attraverso IVIG
potrebbero aver risentito di dosaggi non adeguati e tempi di trattamento precoci.
In questo studio infatti si è dato spazio ad un trattamento prolungato
Con una dosaggio di immunoglobulina 5-20 volte più basso, si può attenuare la malattia e favorire la plasticità sinaptica. "Questa osservazione sperimentale fornisce una base razionale per correggere l'incoerenza dei risultati finora ottenuti nei trial clinici della malattia di Alzheimer con IVIG", ha spiegato uno degli autori della ricerca .

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24/04/2012 dr.ssa Anna Saito

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