L'insorgenza di eventi cardiovascolari avversi è determinata da un complesso di fattori all'interno dei quali è senz'altro di fondamentale importanza lo stile di vita. Tuttavia, vi è anche una componente genetica e nel giro di qualche anno potrebbero essere disponibili dei test che rivelino le maggiori o minori probabilità di incorrere in un ictus o in un infarto.
A preannunciare questa eventualità è uno studio italiano diretto da Andrea Mezzetti dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara, che ha associato la presenza dei microRNA alla possibilità che una placca arteriosa possa rompersi e causare l'occlusione di un vaso sanguigno e quindi l'ictus.
“La presenza dei microRNAs nelle placche aterosclerotiche che si erano rotte provocando l’ictus non era associata nello studio a differenze fra i pazienti nella presenza di fattori di rischio quali diabete, ipertensione, ...
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