La novità, tutta italiana e che è adottata con successo nell’Unità operativa di Gastroenterologia e malattie del ricambio dell’Aoup (diretta dal Dr. Giampaolo Bresci), è un’ulteriore evoluzione della già nota colonscopia robotica, nata anch’essa a Pisa da uno spin-off universitario.
Il sistema è composto da una workstation, un software e una sonda robotica monouso (E-worm) grazie alla quale si riesce ad esplorare tutto il colon con la massima sicurezza (basti pensare al vantaggio di non dover disinfettare lo strumento) e comfort per il paziente.
Quest’ultimo aspetto è il più importante in quanto è il dolore la causa principale della mancata aderenza ai programmi di screening del tumore al colon che, nei casi più gravi, scoraggia anche le persone risultate positive al test del sangue occulto nelle feci. Infatti, secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale screening - le ...
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