(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) secondo caso, il che lascia supporre che sia preferibile consumare anche la buccia del frutto dopo averla lavata bene.
In un'altra ricerca, un team della University of Western Australia ha infatti scoperto che il consumo quotidiano di una mela riduce del 35 per cento il rischio di morire prima del tempo.
Stando ai dati, le donne che hanno mangiato più di 100 grammi di frutta ogni giorno, più o meno l'equivalente di una piccola mela, hanno mostrato una speranza di vita più lunga rispetto a chi non aveva l'abitudine di farlo.
Lo studio, pubblicato su Free Radical Biology and Medicine Journal, ha coinvolto un gruppo di pensionati di età compresa fra i 70 e gli 85 anni. I 1.456 partecipanti hanno compilato un questionario sulle abitudini alimentari che i ricercatori hanno successivamente interpretato per capire l'eventuale influenza del consumo di mele sulla salute.
I dati indicano che il frutto garantisce benefici, sia pure in misura moderata, sulla salute dell'organismo, in particolare grazie alle alte concentrazioni di fibre e flavonoidi.
Jonathan Hodgson, uno degli autori dello studio, spiega: «Precedentemente abbiamo dimostrato che l'assunzione di flavonoidi dalla buccia della mela ha migliorato il rilassamento delle arterie. Ora abbiamo dimostrato che una maggiore assunzione di mele è associata a un minor rischio di mortalità per tutte le cause e mortalità per cancro nelle donne anziane».
La mela contiene una buona percentuale di quercetina, flavonoidi fra i più diffusi e potente antiossidante.
La stessa sostanza è contenuta anche in altri alimenti, in particolare le cipolle, l'uva e i mirtilli.
Proprio per la presenza di questo flavonoide, tali alimenti hanno costituito la base di studio per un'altra ricerca portata avanti in collaborazione fra l'Università di Ottawa in Canada, L'Università di Aberdeen in Scozia e l'Ireland's National Cancer Registry.
Lo studio ha preso in esame un campione complessivo di quasi 700 persone, fra soggetti sani e malati di cancro, giungendo alla conclusione che all'interno del regime alimentare quotidiano la quercetina è in grado di ridurre addirittura della metà il rischio di insorgenza di un cancro del colon.
L'equipe di ricerca, i cui risultati sono apparsi sul prestigioso British Journal of Nutrition, hanno scelto i partecipanti all'interno di una categoria di persone che bevevano regolarmente tè e fra i quali vi fosse un'alta incidenza di tumore al colon. La scelta si spiega con la necessità, da parte dei medici, di verificare gli effetti di alcuni sottogruppi di flavonoidi in altri alimenti, dal momento che era già nota la presenza degli stessi nella pianta del tè e di conseguenza nella bevanda che se ne ricava.
Il risultato è che mele, cipolle e tutti gli altri alimenti che presentano buone quantità di quercetina risultano preventivi nei confronti del tumore al colon. La maggior quantità di quercetina si trova nelle varietà rosse, sia di mele che di cipolle, e si concentra nella parte della buccia.
La quercetina presenta peraltro un lato positivo per quanto riguarda i livelli di tossicità, che restano molto bassi anche di fronte a quantità elevate, come dimostra un altro studio, questa volta italiano, condotto dal Cnr di Avellino.
La ricerca italiana sostiene che in caso di leucemia la quercetina sarebbe in grado di “sensibilizzare” le cellule tumorali all'azione di farmaci pro-apoptotici.
In ogni caso, la quercetina dimostra di essere un alleato valido e del tutto naturale nella prevenzione dei tumori al colon.
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19/12/2019 Andrea Piccoli

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